Counseling

 

 

Partiamo dalla definizione di Counseling e Counselor che ne dà il “Coordinamento Nazionale Counselor Professionisti” (CNCP), associazione di categoria che, a livello italiano, si propone di fare da “contenitore” con funzioni di certificazione e di formazione: “il Counselling è un processo relazionale tra Counsellor e Cliente, un percorso in cui il cliente può accrescere il suo livello di autonomia e di competenza decisionale, mediante l’acquisizione di una maggiore consapevolezza dei propri bisogni e del proprio potenziale di risorse personali“. Sempre dal CNCP, “il Counsellor è la figura professionale che aiuta il cliente a cercare soluzioni su specifici problemi di natura non psicopatologica e, in tale ambito, a prendere decisioni, a gestire crisi, a migliorare relazioni, a implementare le risorse personali, a promuovere e sviluppare la consapevolezza di sé. Alla base del counselling vi è la ferma convinzione che il cliente sia il maggior esperto di se stesso e del suo problema, il portatore di tutto il potenziale necessario per affrontarlo e risolverlo, il principale protagonista del suo processo di sviluppo personale e di problem solving“. Attualmente in Italia il Counseling è una professione regolamentata ai sensi della legge n. 4/2013.

Il counseling ha conosciuto in questi ultimi anni una larga diffusione soprattutto nei paesi di lingua inglese e si sta affermando progressivamente anche in Italia. In termini generali quindi “il counseling è una relazione di aiuto specifica e specialistica, offerta da un professionista ad un cliente, che si trova in una situazione di conflitto o di difficoltà oppure che presenta problemi di varia natura, collegati alla propria crescita personale” (V. CALVO, Il colloquio di counseling, Il Mulino, Bologna 2007).

In una relazione basata sull’ascolto e sulla facilitazione della comunicazione, il counselor aiuta il cliente ad approfondire la comprensione della sua situazione e ad affrontare le scelte e i cambiamenti necessari per risolvere il problema e proseguire la propria crescita personale.

Vale la pena di consultare la definizione di counseling che ne dà l’associazione britannica di counseling (BAC), definizione più articolata e complessa, ma che si pone comunque obiettivi circoscritti: “Il Counselling è l’uso professionale e regolato da principi, di una relazione  nell’ambito della quale il cliente è aiutato nel processo finalizzato a facilitare una migliore conoscenza di sè e l’accettazione dei propri problemi emotivi ed a portare avanti la propria crescita emozionale e lo sviluppo ottimale delle proprie risorse personali. Lo scopo finale è di fornire al cliente un’opportunità di vivere in modo soddisfacente ed in base alle prorie risorse. La relazione di counseling può variare a seconda dei bisogni, ma riguarda comunque i compiti evolutivi ed è rivolta a risolvere problemi specifici, a prendere decisioni, a fronteggiare momenti di crisi, a sviluppare un insight (comprensione, intuizione profonda) personale ed una migliore conoscenza di sè, e ad elaborare sentimenti connessi a conflitti personali o a migliorare le relazioni con le altre persone. Il ruolo svolto dal counsellor è quello di aiutare il cliente rispettando i suoi valori, le sue risorse personali e la sua capacità di autodeterminarsi“.

“Si può pensare al Counseling individuale come ad una forma di aiuto offerta ad un singolo che si trova in un momento di difficoltà evolutiva: il soggetto si rivolge al counselor, per ricevere un aiuto, prima che una difficoltà evolutiva ‘normale’ possa diventare qualcosa di più serio”. Vincenzo Calvo qui propone la funzione preventiva della relazione di counseling. 

Nella relazione di counseling si può affrontare un disagio legato ad un problema specifico, superando momenti di crisi prendendo decisioni mirate al cambiamento esterno o interno dell’individuo. Il cambiamento che il counseling favorisce, infatti, non è sempre solamente esterno, sul piano concreto o del comportamento. Il cambiamento prodotto dal counseling è anche, o forse principalmente, interno: può trattarsi di un nuovo insight personale, di una migliore conoscenza di sè, di una più efficace capacità di elaborare i sentimenti connessi a conflitti personali. Parallelamente, il cambiamento a cui tende il counseling può essere visto anche sul piano relazionale, nel senso che l’intervento può essere teso a migliorare le relazioni del cliente con le altre persone. In termini generali, lo scopo del counseling è al contempo circoscritto, delimitato, orientato spesso a soluzioni concrete, ma anche ambizioso, teso al miglioramento del funzionamento globale dell’individuo, della consapevolezza di sè, dell’adattamento e della qualità della vita. Da questo punto di vista, il counseling si colloca in un’area intermedia fra l’intervento socio educativo e la prevenzione, con una particolare attenzione ai temi della promozione del benessere, della qualità della vita e della piena utilizzazione delle risorse a disposizione.

Vittorio Soana S.J., psicoterapeuta, counselor formatore e fondatore del Corso di Counseling e del centro di formazione J.E.T. di Genova, partendo dal linguaggio berniano (E. Berne fondatore dell’Analisi Transazionale) parla di “Sei Vantaggi” che vengono dalla relazione di counseling:

  1. Viene riconosciuto il problema del cliente, il cliente è ascoltato e accettato per quello che è, e non per il suo problema. L’esserci del counselor dà valore all’esistenza del cliente.
  2. Nella relazione, l’uso spesso manipolatorio dell’angoscia del cliente, apre l’orizzonte di una nuova possibilità di esistere.
  3. Spesso il vissuto emozionale ha un risvolto negativo. E spesso agli occhi del cliente il suo esistere è dato solo sotto questa possibilità, apparentemente l’unica: nella relazione di counseling, il cliente ritrova il proprio potere personale.
  4. Nello scambio comunicativo dei contenuti il counselor accoglie il positivo, confronta le svalutazioni, lascia cadere qunto non è ancora possibile. Il vantaggio qui è dato dal supporto efficace del counselor. Il cliente infatti nella realtà del disagio che vive ha bisogno di protezione e rassicurazione.
  5. Nel prosieguo degli incontri il rinforzo positivo e la fiducia sono un punto energetico per affrontare e risolvere i problemi.
  6. Ora il cliente ha da approfondire e fare da solo. Liberamente fa il passo di rendersi autonomo dal counselor. Riconosce che nella storia della sua vita ha in se stesso le risorse.

Terminiamo questa breve vetrina sul significato del counseling con la definizione di counseling secondo l’Analisi Transazionale:

Il counseling in Analisi Transazionale è un’attività professionale all’interno della relazione contrattuale. Il processo del counseling abilita i clienti, o i sistemi dei clienti, a sviluppare nella vita quotidiana (attraverso il potenziamento delle loro forze e risorse) la consapevolezza, le alternative e le capacità nella gestione dei problemi e nello sviluppo personale. Il suo obiettivo è quello di incrementare l’autonomia in riferimento all’ambiente sociale, professionale e culturale.

Il campo del counseling viene scelto da professionisti che lavorano nei settori socio-psicologici e culturali. Alcuni esempi riguardano: benessere sociale, salute, lavoro pastorale, prevenzione, mediazione, facilitazione dei processi, lavoro multiculturale e attività umanitarie.